Foreste Casentinesi, Santuario della Verna ed Eremo di Camaldoli

Foreste Casentinesi, Santuario della Verna ed Eremo di Camaldoli
Scopri le eccellenze paesaggistiche delle Foreste Casentinesi i luoghi di culto Eremo di Camaldoli e Convento de La Verna.

Il Parco delle Foreste Casentinesi, vera meraviglia naturale e paesaggistica, si trova a 30 minuti di distanza in auto dall’agriturismo, la quiete e la pace di queste foreste lasciano incantati i suoi visitatori, i quali oltre a passeggiare in questi boschi secolari posso raccogliersi in preghiera nei luoghi di culto del parco, quali l’Eremo di Camaldoli e il Convento de La Verna.

[foto copertina: Laura Mormii]

Il Parco

Il Parco eccelle, dal punto di vista naturalistico, come una delle aree  forestali più pregiate d’Europa, il cui cuore è costituito dalle Foreste Demaniali Casentinesi, al cui interno si trova la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, istituita nel 1959.
È anche un territorio con centri abitati ricchi di storia e di testimonianze artistiche e architettoniche, che si offrono al visitatore in una meravigliosa cornice naturale, ricca di flora e di fauna, tra cui spicca la più importante popolazione di lupo dell’Appennino settentrionale, nonché l’eccezionale presenza di cinque specie di ungulati: cinghiale, capriolo, daino, cervo e muflone.

Foreste Casentinesi (AREZZO) - Toscana

Ci sono all’interno del Parco due poli di grande fascino ed importanza spirituale: il Santuario della Verna e l’Eremo di Camaldoli.

Il Parco comprende un’area nella quale l’uomo ha sempre vissuto e lavorato, ed è questo il motivo della presenza dei numerosi ruderi e borghi abbandonati nel suo territorio.
A causa del massiccio esodo che si è verificato a partire dal secondo dopoguerra, il numero degli attuali abitanti del Parco è ridotto a circa 1.500 persone. L’area protetta si può visitare con piacevoli escursioni a piedi, in mountain bike, a cavallo o, in inverno, con gli sci da escursionismo lungo i circa 600 chilometri della rete sentieristica.

[fonte: www.parcoforestecasentinesi.it]

Santuario Della Verna

Questo luogo è uno dei più significativi per la vita religiosa di San Francesco, poiché secondo la Legenda Maior di San Bonaventura e come raffigurato negli affreschi di Giotto presenti nella Pala del Louvre e nella Leggenda Francescana che si trova nella Basilica d’Assisi, proprio qui  Cristo si rivelò a San Francesco in forma di serafino e ricevette le stimmate.
La struttura del Convento è un classico dell’architettura della zona, completamente in pietra, è immersa in una foresta di faggi ed abeti i quali rendono il tutto ancor più suggestivo e mistico.
Infatti il visitatore che arriva alla Verna si sente subito avvolto, suggestionato ed impressionato da quello che questo luogo trasmette, così che diviene naturale abbassare la voce e camminare compostamente durante la visita.
Il momento più intenso di riflessione si ha nel visitare il “ Sasso Spicco“, uno sperone di roccia appeso alla montagna dove il Santo si recava in preghiera.

[fonte: www.santuariolaverna.org]

[foto: Raf MarcianoGiampiero Mariottini]

Eremo di Camaldoli

L’Eremo di Camaldoli si trova nei pressi dell’omonima località, in provincia di Arezzo, a circa 1100 metri s.l.m.
Fu fondato da San Romualdo nei primi anni dell’XI secolo ed è la casa madre della Congregazione Benedettina dei Camaldolesi. San Romualdo aveva fondato, durante la sua vita, molte comunità eremitiche. Giunse fra il Pratomagno e il Monte Falterona in mezzo alle foreste casentinesi e decise di fondare un eremo in una radura detta Campo di Maldolo (Campus Maldoli).Incoraggiato dal vescovo di Arezzo Tedaldo, sotto la cui giurisdizione si trovava quella località, vi eresse 5 celle e un piccolo oratorio dedicato a San Salvatore Trasfigurato che furono il primo nucleo dell’eremo. La dedicazione fu celebrata nel 1027 dal vescovo Teodaldo.
Oggi l’Eremo di Camaldoli è uno dei due polmoni con cui respira la comunità monastica ivi presente: a poca distanza l’uno dall’altro sorgono infatti il monastero e l’eremo, i cui monaci appartengono alla stessa comunità, vivono la stessa regola, ma seguono stili di vita in parte diversi, dando maggior spazio alla vita comunitaria presso il monastero e privilegiando il raccoglimento personale presso l’eremo.
I monaci che vivono all’eremo sono attualmente diciotto.
L’eremo, interamente cinto da un muro di sasso, si affaccia sulla strada con un portone, attraverso il quale si accede al cortile interno. Dal cortile si possono visitare:

  • la foresteria, dove vengono accolti ospiti e pellegrini;
  • l’antica cella di San Romualdo, oggi inglobata nell’edificio della biblioteca, che mantiene al suo interno la struttura tipica della cella eremitica: un corridoio che si snoda su tre lati, custodendo al suo interno gli spazi di vita del monaco,  la stanza da letto,  lo studio, la cappella.  Questa struttura “a chiocciola”, oltre ad offrire riparo dalle rigide temperature invernali, simboleggia il percorso interiore del monaco che cerca di entrare in se stesso;
  • la chiesa, con il coro monastico;
  • la sala dell’antico refettorio o capitolo.

Una cancellata separa il cortile dalla zona più interna riservata esclusivamente ai monaci: qui ognuno di essi ha la propria cella, costituita da un piccolo edificio in muratura, separato dalle celle degli altri monaci. (Fonte Wikipedia)

[fonte: www.camaldoli.it]