Itinerario San Francesco d'Assisi
La Valtiberina è una
delle valli più importanti per la storia di San Francesco d'Assisi, terra di collegamento fra Assisi e La Verna, luogo dove ha ricevuto le Stimmate.
la Valtiberina offre e conserva ancora i luoghi cari a San Francesco, dove ha trascorso le notti, aiutato le persone e fondato eremi.
In questi luoghi, facilmente raggiungibili in auto, si percepisce ancora oggi un grande misticismo, dove il silenzio è spontaneo e il
desiderio di riflessione è tangibile.
Eremo di Montecasale a Sansepolcro
Donato a San Francesco
nel 1212, ancora oggi si può visitare il giaciglio formato da un masso dove Francesco si riparò con delle frasche. Legato a questo luogo è l’episodio
dei due ladroni, di cui tuttora si conservano i teschi. L'ultimo passaggio del Santo si ha nel 1224. Ospiti di Montecasale sono stati anche
Sant'Antonio e San Bonaventura di Bagnoregio.
Eremo di Cerbaiolo a Pieve Santo Stefano
L’Eremo di Cerbaiolo
si trova in uno dei luoghi più suggestivi della Valtiberina, abbarbicato in uno sperone di roccia domina la valle ed il lago di Montedoglio.
Nel 1218 il convento fu donato a San Francesco il quale vi insediò i suoi frati, importante fu la visita che questi frati ricevettero dodici anni
dopo, infatti, accolsero e diedero ristoro a Sant'Antonio da Padova. Nel 1700 fu costruito l'Oratorio di Sant' Antonio che conserva il giaciglio
dove il Santo riposò. Il fedele che visita la Verna non può mancare una visita a questo luogo, per il quale valgono i versi:
"Chi ha visto la Verna e non Cerbaiolo, ha visto la madre e non ha visto il figliolo".
Convento della Verna a Chiusi della Verna
Questo luogo è uno
dei più significativi per la vita religiosa di San Francesco, poiché secondo la Legenda Maior di San Bonaventura e come raffigurato negli affreschi
di Giotto presenti nella Pala del Louvre e nella Leggenda Francescana che si trova nella Basilica d’Assisi, proprio qui a San Francesco Cristo si
rivelò in forma di serafino e ricevette le stimmate. La struttura del Convento è un classico dell’architettonica della zona, completamente in pietra,
è immersa in una foresta di faggi ed abeti i quali rendono il tutto ancor più suggestivo e mistico. Infatti il visitatore che arriva alla Verna si
sente subito avvolto, suggestionato ed impressionato da quello che questo luogo trasmette, così che diviene naturale abbassare la voce e camminare
compostamente durante la visita. Il momento più inteso di riflessione si ha nel visitare il “ Sasso Spicco”, uno sperone di roccia appeso alla
montagna dove il Santo si recava in preghiera.
Convento di Monteauto ad Anghiari
Importante è la storia che ha portato alla creazione di questo luogo, tutto si deve hai signori di Monteauto, ancora oggi è presente pochi chilometri
oltre il convento la tenuta di caccia del Castello, i quali offrirono in dono nel 1224 al Santo che tornando dalla Verna si trovava a passare per quei
luoghi un saio nuovo, poiché quello che indossava era sporco e ricucito con steli di ginestra. San Francesco accettò l’offerta del Conte Alberto, il
quale gli espresse l’intenzione di costruire un convento da offrire all’ordine dei frati a cui apparteneva Francesco, ma
solo tre secoli dopo fu mantenuta la promessa da un discendente del Conte, al quale apparve in sogno il Santo che oltre ricordargli la promessa
fatta dal suo antenato, gli indicò anche il luogo dove il convento doveva sorgere. La leggenda narra anche che gli steli di ginestra con cui il saio
era rammendato fiorissero ogni primavera fino a che la reliquia non fu confiscata dai Fiorentini e depositata nella Chiesa di Ognissanti a Firenze
dove ancora oggi si trova.
Convento della Croce ad Anghiari
Il Convento della
Croce sorgeva in cima all’antica Ruga di San Martino strada voluta da Pier Saccone Tarlati nel 1300 la quale taglia ancora oggi il paese di Anghiari
a metà. Il nome di questo luogo deriva dalla croce fatta di rami che San Francesco vi pose durante il suo passaggio. Francesco dopo un periodo di
penitenza alla Verna e dopo aver ricevuto le stimmate decise di tornare ad Assisi e proprio qui la depose come simbolo della croce vivente da lui
portata e, con essa, del passaggio di Cristo.
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